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	<title>Associazione Malati Anemia Mediterranea Italiana </title>
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	<description>Il sito ufficiale dell'associazione A.M.A.M.I.</description>
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		<title>Associazione Malati Anemia Mediterranea Italiana </title>
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		<title>Un altro tormento</title>
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		<dc:creator>Raffaele Tannone</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Una vita a gocce, Capitolo 2.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una racconto di Cosimo Maiorano&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.amamionlus.it/spip.php?rubrique4" rel="directory"&gt;Una Vita a Gocce&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Un altro tormento&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;A differenza d'altri suoi amici a Mino non pesava il fatto di dover fare quella terapia ogni giorno anche se, lo ammetteva, era seccante, soprattutto il rito della preparazione. Prese cos&#236; i quattro flaconi di medicinale che teneva nel frigorifero, le due fiale d'acqua distillata, la siringa e l'ago butterfly ed inizi&#242; a sciogliere la sostanza secca medicinale con l'acqua, agit&#242; accuratamente il preparato per eliminare qualsiasi residuo di medicinale non sciolto (non voleva che l'infusione gli procurasse quel fastidioso bruciore), ma quella sera Mino agiva lentamente e senza la minima voglia, d'altronde la giornata trascorsa all'ospedale lo aveva sfiancato. &#8220;Sono talmente pieno di buchi che mi sento un colapasta!&#8221; pens&#242; sorridendo, e si apprest&#242; a disinfettare la parte di coscia eletta a punto buono. Fortunatamente gli aghi che aveva ora erano molto sottili ed appuntiti. Quando era piccolo, Mino non aveva ancora in dotazione la macchinetta portatile e perci&#242; la terapia per abbattere l'elevato livello di ferro depositato nel suo corpo, era eseguita per mezzo di iniezioni intramuscolari. Ricord&#242; immediatamente la prima sera di quel soggiorno in colonia. Fu l&#236; che impar&#242; a mettere da solo, sottocute, il piccolo ago per la terapia. &#8220;Hai capito che furbacchioni i medici? Unire l'utile al dilettevole&#8221; pens&#242; e punse senza difficolt&#224; il punto. Assicur&#242; l'ago con un pezzetto di cerotto ed avvi&#242; la macchinetta regolando la durata dell'infusione, 16 ore. Poi la guard&#242; a lungo e la paragon&#242; alla prima che ebbe in prestito dall'ospedale infantile. Madonna! Quella era grossa come una videocassetta e pesava anche come una videocassetta, e poi era scomoda da portare addosso. Si ricord&#242; che la sua mamma (sempre lei, mamma dalle mille risorse!) gli fece una sorta di cinturone da sceriffo, di stoffa leggera, con due fondine di stoffa anch'esse, che era fissato in vita tramite pezzi di velcro e sopra il quale s'indossavano i pantaloni del pigiamino. Eh si, all'epoca Mino la terapia la faceva durante la notte&#8230;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora invece era tutto diverso! Innanzitutto le dimensioni della macchinetta, pi&#249; piccola di un telefono cellulare, e poi, il rapporto con la terapia. &#8220;Se devo farla per forza, non mi deve limitare la vita&#8221; era stata da sempre la sua filosofia. Con la macchinetta attuale addosso Mino era andato in moto, ai concerti, in aereo, e a questo pensiero rise ricordando la paura che prov&#242; passando sotto il metal-detector&#8230;&#8221;E se mi fermano, io che diavolo gli dico? Non posso mica spogliarmi in mezzo all'aeroporto per far vedere loro com'&#232; messo tutto l'ambaradan!&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fece anche caso al fatto che tutti i suoi amici si erano dimostrati molto interessati a quell'armamentario che si portava sempre in tasca. Il suo amico Marco lo chiamava il bombardone con ironici riferimenti a sostanze dopanti o proibite. Anche Mino scherzava con le sue medicine, non erano poche in fondo quelle che doveva assumere giornalmente, ad iniziare dalle vitamine per continuare con gli antiossidanti e per finire last but not least con l'insulina. Qui la sua memoria ricominci&#242; a volare ed atterr&#242; in una mattina di tanti anni prima, quando ricevette la telefonata dal caposala del reparto che gli annunciava una visita per la mattina seguente, in cui avrebbe iniziato la terapia insulinica. Il diabete aveva vinto sul suo corpo! Pianse quella domenica mattina Mino, pianse tantissimo, abbracciato a Leo, il suo adorato fratellone, che tentava in tutti i modi di consolarlo, ma la disperazione aveva ormai fatto breccia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Beh, spalle larghe&#8221; pens&#242; come ridestato da un sogno &#8220;abbiamo sopportato anche questa botta&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Neanche la comparsa del diabete aveva piegato la sua resistenza (ed il suo orgoglio) tant'&#232; che spesso si ritrovava a prendersi in giro con quel giochino celo-manca-manca-celo che fanno tutti i bambini, con le figurine dei calciatori che hanno o no nel loro album; dopotutto i guai che la talassemia gli aveva regalato erano davvero tanti: cardiopatia, diabete, scarso sviluppo fisico, epatite C&#8230;&#8221;ma chi se ne frega, finch&#233; c'&#232; la salute&#8221; rise ed usc&#236; dal bagno per andarsi a sdraiare sul suo divano-letto. Accese il televisore per gustarsi il film che stava per iniziare. &#8220;Nooo, PHILADELPHIA noo, piuttosto mi d&#242; una randellata sui denti!&#8221; fu il suo commento sarcastico e, mentre le immagini iniziavano a scorrere, spense il televisore, accese lo stereo e infil&#242; nel lettore cd il disco del suo chitarrista preferito&#8230;Pat Metheny; spense l'alogena e si augur&#242; &#8220;BUONANOTTE!&#8221;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Com'&#232; iniziato.</title>
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		<dc:creator>Raffaele Tannone</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Una vita a gocce, Capitolo 1.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una racconto di Cosimo Maiorano&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.amamionlus.it/spip.php?rubrique4" rel="directory"&gt;Una Vita a Gocce&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Com' &#232; iniziato.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Mino accese il walkman, regol&#242; il volume e reclin&#242; la testa. &#8220;Oggi sar&#224; una lunga giornata!&#8221; pens&#242; mentre le prime gocce entravano in circolo e, puntualmente, gli arrivava l'abbiocco. Non appena chiuse gli occhi un lampo lo invest&#236; e lo riport&#242; davanti a quel grande piazzale che per tantissimi anni aveva percorso con la mamma, mano nella mano, prestando attenzione d'inverno a non scivolare su quei marciapiedi cos&#236; in discesa. Si ricordava perfettamente la grande facciata rosa con quell'inserto di vetrate azzurre, le luci blu profonde e inquietanti che si vedevano attraverso le finestre in un'ala dell'edificio. C'era anche un omino che vendeva giocattoli che si metteva sempre sul muretto basso, prima dell'entrata. Un posto strategico visto che si trattava di un luogo popolato solo di bambini! &#8220;Adesso non &#232; pi&#249; cos&#236;&#8221; pens&#242; Mino. Per andare su in reparto prima si andava dritto e si girava a sinistra dopo la sala d'attesa&#8230; quella sala&#8230; che bella che era, con tutti i cartoni Disney dipinti sui muri. Poi, nel corridoio, c'era lo stanzino dove la mamma faceva la polizza (ricovero in regime di day-hospital N.d.A.) &#8230; chiss&#224; cos'era per lui la polizza. Ancora un po' pi&#249; avanti, sulla destra c'erano gli ascensori ed al terzo piano, proprio di fronte agli ascensori, c'era la porta del reparto. E lui l&#236; ci ritrovava i suoi amici, bambini che come lui si sottoponevano ogni tre settimane a quelle cure cos&#236; difficoltose. &#8220;Ma che ne sa la gente di quello che ho passato io da piccolo&#8221;. Ora non ci faceva pi&#249; caso Mino perch&#233; era la sua vita, ma allora, da bambino, ci pativa e parecchio. Non poter giocare a pallone con i suoi compagni di scuola o scorazzare in bici con i suoi amici del palazzo, solo perch&#233; era pi&#249; debole e gracile di tutti gli altri. Si ricordava della mamma che spiegava ai maestri di scuola la sua situazione e questi che lo accarezzavano sulla testolina dicendo &#8220;povero piccolo&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Apr&#236; gli occhi per un attimo e guard&#242; l'orologio. &#8220;Cristo, sono passati solo dieci minuti&#8221; e li richiuse.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un altro lampo lo proiett&#242; gi&#224; vestito col pigiamino sul piccolo lettino, dove un signore col camice bianco che profumava di bucato gli stava ascoltando il cuore. Ma la mamma dov'era? Ah gi&#224;, le mamme le facevano uscire dal reparto fintanto che non venivano messe su tutte le trasfusioni. E si ricordava bene Mino delle urla dei bimbi che volevano la mamma o il pap&#224; vicino, perch&#233; ci&#242; che stava accadendo loro era qualcosa di terribile. Adesso i ricordi di Mino erano confusi&#8230; sentiva una musica. Ma non c'era musica all'epoca in reparto, quindi&#8230; Si svegli&#242; di soprassalto &#8220;uff&#8230; il cellulare, che palle!&#8221; Dopo una breve conversazione Mino si risistem&#242; sulla poltrona pensando per un attimo che non sarebbe pi&#249; riuscito a riprendere il filo dei ricordi, ma si sbagliava&#8230; eccolo l&#236;, infatti, disteso sul lettino con l'ago in vena, il polso bloccato da una grossa striscia di cerotto per evitare che il braccio si muovesse e l'ago andasse fuori vena, &#8220;senn&#242; ti dobbiamo fare un altro buco&#8221; era la giustificazione delle infermiere. &#8220;Metodi quasi nazisti&#8221; pens&#242;, ma allora non lo poteva sapere che tutto era fatto per il suo bene, anzi, per la sua vita stessa. Si ricordava di un particolare curioso: durante la trasfusione, la mamma, che chiacchierava con le altre mamme, gli faceva il solletico sotto i piedini, leggero leggero, con la punta dei polpastrelli, quasi un rito calmante, lenitivo e soporifero. Difatti il sonno non tardava ad arrivare! Ah, la mamma, quante ne inventava per fargli passare quelle ore cos&#236; strazianti. Mino ricordava bene che non si trattava solo della trasfusione in s&#233; ma era tutta la giornata ad essere di merda! S'iniziava al mattino con il controllo dell'emoglobina &#8211; 1&#176; buco; poi la trasfusione &#8211; 2&#176; buco e, dopo due o tre ore di sofferenza (all'epoca Mino aveva circa sei anni) si aspettava un'altra ora per fare il controllo dell'incremento dell'emoglobina &#8211; 3&#176; buco! Questo da pi&#249; di 30 anni&#8230; era chiaro come le sue braccia ora a 35 anni assomigliavano a quelle del peggior tossico! Per&#242; c'era anche il lato bello di quelle giornate. Dopo la trasfusione tutti i bambini si riunivano in una sala dove i tavoli formavano un unico grande tavolo e l&#236; disegnavano, chiacchieravano e passavano in allegria un'oretta in attesa del pranzo e non di rado assistevano dalle finestre, all'emozionante atterraggio dell'elicottero del servizio di eliambulanza, sulla pista del vicino ospedale traumatologico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Se lei ne vede la necessit&#224;, io non la vedo&#8221;. Cos&#236; aveva risposto un medico alla mamma di Mino dopo che, preoccupata per il pallore, l'inappetenza e l'astenia del suo piccolo, aveva richiesto un'analisi del sangue. Fu allora che scopr&#236; d'essere portatrice sana d'anemia mediterranea, cos&#236; come il marito e che Mino era talassemico. I ricordi di Mino fecero un ulteriore balzo indietro, verso momenti difficili per lui ma difficili soprattutto per i suoi genitori. Momenti fatti di mancanza di sangue, di trasfusioni fatte di sera tardi se non di notte, e pap&#224; e mamma con le lacrime della disperazione per ci&#242; che loro ed il loro piccolo stavano patendo. Gli vennero in mente anche i racconti del pap&#224;, che insieme con altri pap&#224; blocc&#242; l'entrata del reparto per protesta e per essere ascoltati. &#8220;Quante ne hanno passate anche loro&#8221; pens&#242;, &#8220;ora sono anzianotti e lotto io al posto loro, giacch&#233; le difficolt&#224; si sono trasferite dal campo sanitario a quello sociale&#8221;. Piano piano Mino apr&#236; gli occhi, disturbato dal tramestio che avveniva in sala. Erano arrivate altre persone che si sottoponevano a trasfusioni e quando ud&#236; un'anziana signora affermare che erano gi&#224; tre anni che faceva quella vita, un sorriso gli affior&#242; sulle labbra. &#8220;Almeno tu da piccola hai vissuto in salute&#8221; pens&#242;, e si ritrov&#242; di nuovo circondato di camici, solo che stavolta erano verdi e c'era una fortissima luce in mezzo al soffitto. Fu istantaneo il collegamento a quando lo operarono per togliergli la milza! Quanto aveva sofferto durante il risveglio dall'anestesia e mentre i punti di sutura si asciugavano. Un'amica di famiglia era andata a trovarlo un paio di giorni dopo portandogli in dono un libro: &lt;il giornalino di Giamburrasca&gt;. Si ricordava nettamente che ci manc&#242; poco che gli saltassero i punti, dal tanto ridere che fece, leggendo le avventure di quella peste, cos&#236; come si ricordava della sorpresa che ebbe nel vedere i beniamini della sua squadra di calcio preferita aggirarsi tra i piccoli ricoverati e portar loro un po' di gioia e qualche regalino. Aveva l&#236;, attorno al suo lettino, il portiere, l'allenatore, il giovane difensore che tanti cuori di tifose ragazzine faceva palpitare, l'altro difensore dal volto rovinato dai segni di una malattia (anche i campioni si ammalano!). Che giornata fu per Mino &#8230; conservava ancora la foto ufficiale della squadra con tutti gli autografi che il portierone Campione del Mondo gli regal&#242; in quel giorno, anche se ora Mino simpatizzava per l'altra squadra cittadina.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A questo punto si svegli&#242; definitivamente e gli venne voglia di un caff&#232;, ma come poteva fare? Era seduto in poltrona con quell'impiccio e, nonostante potesse camminare, non poteva certo passeggiare per i corridoi con la piantana reggisacche. Gli venne in aiuto un'amica arrivata durante il suo sonno. &#8220;Ti ho visto dormire e non ti ho svegliato&#8221; disse Titti. &#8220;Stavo sognando di quando ero di l&#224; al terzo piano&#8221;. Titti sapeva bene di cosa parlava Mino giacch&#233; anche lei era talassemica! &#8220;Ti ricordi le colonie?&#8221; gli chiese lei&#8230; Questa frase fu per lui uno spintone verso i suoi dodici anni, quando lo staff medico organizz&#242; un soggiorno in una colonia di una cittadina rivierasca. Ecco il treno con tutti i suoi amichetti a bordo, le raccomandazioni di tutti i genitori, l'emozione di lasciare casa per la prima volta da solo. I suoi ricordi adesso turbinano in un vortice velocissimo, fatto di episodi esilaranti, momenti di discussioni, gite, partite di pallone con altri ragazzini. Oggi Mino conosce il perch&#233; di quelle colonie, ma all'epoca era divertimento puro. Contemporaneamente per&#242;, nella memoria gli si apr&#236; una finestra che lo fece sussultare perch&#233; si ricord&#242; di tutti i suoi amichetti che non c'erano pi&#249; da molto tempo. Quanti amici aveva perso durante gli anni? Tanti, troppi, non ne ricordava neanche il numero, ma i nomi e le facce se le ricordava benissimo. Automaticamente pens&#242; al primo. Quel giorno sua mamma era strana, aveva il volto scuro, sembrava arrabbiata ma non lo era&#8230; doveva dire al piccolo Mino che il suo migliore amico, il suo compagno di giochi era morto! Che terribile bastonata fu&#8230; ricord&#242; che quando glielo disse lui barcoll&#242; e il mondo prese a girare vorticosamente&#8230; gli venne anche da vomitare. Da quel giorno e per 30 lunghissimi anni le spalle di Mino sopportarono una serie infinita di bastonate di tale portata. &#8220;Andiamo incontro all'estinzione della specie&#8221; pens&#242; cinicamente finendo di sorseggiare il caff&#232; e guardando la sacca di sangue. Era quasi finita ma ce n'era ancora una piena da fare. &#8220;Beh, vuol dire che mi far&#242; un'altra ora di nanna, tanto oggi non mi passa pi&#249;&#8221; e si risistem&#242; comodo sulla poltrona. Con il secondo pisolino i ricordi si spostarono agli anni della scuola media, perch&#233; delle elementari francamente non ricordava molto, se non episodi a flash o i volti delle maestre. Dalle medie in poi invece i ricordi erano nitidi: sempre esonerato in educazione fisica, compiti non eseguiti o lezioni trascorse in distrazione totale, in ogni modo sempre scusato a causa del suo stato di salute.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Di ci&#242; aveva sofferto anche nell'et&#224; in cui le ragazzine non sono pi&#249; tanto indifferenti ai ragazzini, e l'aspetto fisico la gioca da padrone. Gi&#224;, l'aspetto&#8230; e per un attimo soltanto invidi&#242; tutti coloro i quali erano nati sani, dato che a lui piaceva la Formula Uno, il Motociclismo, il Football Americano e qualsiasi altra attivit&#224; dove fosse richiesta una notevole stazza (non ultima l'attivit&#224; dei buttafuori da discoteca). Comicamente si ricord&#242; di due episodi distinti: il primo riguardava la visita di leva al distretto militare, dove per due giornate fu deriso dai suoi teorici commilitoni&#8230; i quali accusarono il colpo quando lui, con il foglio di congedo illimitato gi&#224; in mano li apostrof&#242; &#8220;comunque, piccolo o no, io ve ne batto dodici gi&#224; da oggi&#8221; facendo loro il militaresco segno della stecca, ed il secondo riguardava la prima volta che un suo caro amico lo port&#242; a passeggio in sella ad una moto di grossa cilindrata. Ancora ricordava il terribile crampo che lo assal&#236; al solo divaricare le gambe per sedersi sulla sella. Un sussulto di risa lo colse mentre ricord&#242; come lo apostrofarono gli altri amici vedendolo in sella: &#8220;Sembravi una bandierina, dietro Marco&#8221; oppure &#8220;se guardi il giubbotto di Marco ha ancora i segni delle tue unghie!&#8221;. Che fetenti pens&#242;, ma subito dopo fu ben contento di essere circondato, ora, da amici sani che gli volevano veramente bene.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Mino hai finito&#8221; disse l'assistente togliendogli l'ago.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Menomale v&#224;! Anche oggi &#232; andata&#8221;. Guard&#242; l'orologio alla parete che segnava le 14 e si prepar&#242; ad attraversare tutto l'ospedale, fino al parcheggio dove aveva lasciato l'auto, al mattino di quella normale giornata di trasfusione.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>&quot;Dai diritti costituzionali ai diritti esigibili&quot;</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Raffaele Tannone</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;On-line sul sito CNRM la nuova guida sulla disabilit&#224; &quot;Dai diritti costituzionali ai diritti esigibili&quot;&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.amamionlus.it/spip.php?rubrique3" rel="directory"&gt;Informazioni Legali&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Cari amici,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#232; con molto piacere che vi comunichiamo che &#232; stata pubblicata la nuova guida sulla disabilit&#224; &quot;Dai diritti costituzionali ai diritti esigibili&quot;.
Questa breve guida nasce dalla collaborazione tra Associazione Crescere - sezione Bologna, Associazione Prader Willi - Regione Calabria e Centro Nazionale Malattie Rare e si pone l'obiettivo di agevolare una pi&#249; facile e completa consultazione delle leggi vigenti in materia di tutela dei diritti dei disabili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vi invitiamo a consultare la guida sul sito del CNMR all'indirizzo &lt;a href='http://www.iss.it/cnmr/' class='spip_out' rel='nofollow'&gt;http://www.iss.it/cnmr/&lt;/a&gt;, in home page nella sezione &quot;In rilievo&quot;.
(Ndr &lt;a href='http://www.iss.it/cnmr/news/cont.php?id=1428&amp;lang=1&amp;tipo=3' class='spip_out'&gt;link diretto&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con l'augurio che questo nostro contributo possa essere un valido e importante strumento per quanti sono coinvolti nel mondo delle malattie rare e della disabilit&#224;, cogliamo l'occasione per porgere a tutti Voi i nostri pi&#249; sentiti Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;un caro saluto
Domenica e collaboratori&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dr.ssa Domenica Taruscio &lt;br&gt;
Direttore Centro Nazionale Malattie Rare &lt;br&gt;
Istituto Superiore di Sanit&#224; &lt;br&gt;
Viale Regina Elena, 299 &lt;br&gt;
00161 Rome - Italy&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Rinnovo Comitato direttivo</title>
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		<dc:date>2009-12-06T10:32:22Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Raffaele Tannone</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Le nuove cariche del Comitato Direttivo dell'associazione AMAMI&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.amamionlus.it/spip.php?rubrique1" rel="directory"&gt;l'Associazione&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;In data 08 Novembre 2009 ci sono state le elezioni per il nuovo Comitato Direttivo. Il nuovo comitato a poi confermato la carica di presidente nella persona di Catia Bersanetti e definito i ruoli per i nuovi membri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ad oggi il nuovo Comitato Direttivo &#232; cos&#236; composto:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Presidente: Catia Bersanetti
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Vice Presidente: Andrea Tetto
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Segretario: Daniela Rapetti
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Tesorerie: Raffaele Tannone
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Consigliere: Rocco Corvaglia
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Consigliere: Michele Corcella &lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Consigliere: Iva Marando &lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Consigliere: Claudio Esposito &lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Consigliere: Bartolomeo La Porta&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Contatti</title>
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		<dc:date>2009-12-04T02:18:14Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Raffaele Tannone</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Indirizzo dell'Associazione, elenco dei membri del comitato direttivo.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.amamionlus.it/spip.php?rubrique1" rel="directory"&gt;l'Associazione&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CONTATTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se vuoi contattarci puoi scriverci a questo indirizzo:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Associazione A.M.A.M.I.&lt;/strong&gt; &lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Via Pio La Torre, 3&lt;/strong&gt; &lt;br&gt;
&lt;strong&gt;10042 NICHELINO (TO)&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Tel. 011 - 627.40.09&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;oppure puoi scriverci una mail:&lt;/p&gt; &lt;table class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;thead&gt;&lt;tr class='row_first'&gt;&lt;th scope='col'&gt;&lt;strong&gt;Nominativo&lt;/strong&gt;&lt;/th&gt;&lt;th scope='col'&gt;&lt;strong&gt;Carica&lt;/strong&gt;&lt;/th&gt;&lt;th scope='col'&gt;&lt;strong&gt;Indirizzo di posta&lt;/strong&gt;&lt;/th&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr class='row_even'&gt;
&lt;td&gt;Catia Bersanetti&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Presidente&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;catia.bersanetti@amamionlus.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class='row_odd'&gt;
&lt;td&gt;Andrea Tetto&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Vice Presidente&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;andrea.tetto@amamionlus.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class='row_even'&gt;
&lt;td&gt;Daniela Rapetti&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Segratario&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;daniela.rapetti@amamionlus.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class='row_odd'&gt;
&lt;td&gt;Raffaele Tannone&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Tesoriere &amp; WebMaster&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;raffaele.tannone@amamionlus.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class='row_even'&gt;
&lt;td&gt;Rocco Corvaglia&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Consigliere&lt;/td&gt;
&lt;td&gt; - &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class='row_odd'&gt;
&lt;td&gt;Michele Corcella&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Consigliere&lt;/td&gt;
&lt;td&gt; - &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class='row_even'&gt;
&lt;td&gt;Iva Marando&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Consigliere&lt;/td&gt;
&lt;td&gt; - &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class='row_odd'&gt;
&lt;td&gt;Claudio Esposito&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Consigliere&lt;/td&gt;
&lt;td&gt; - &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class='row_even'&gt;
&lt;td&gt;Bartolomeo La Porta&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Consigliere&lt;/td&gt;
&lt;td&gt; - &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Emoglobinopatie</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Raffaele Tannone</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Breve descrizione di tutte le emoglobinopatie.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.amamionlus.it/spip.php?rubrique2" rel="directory"&gt;Informazioni Scientifiche&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Emoglobinopatie&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Le emoglobinopatie sono situazioni di emoglobine difettose dovute alla scarsa produzione di proteine da parte dei geni o alla totale inoperosit&#224; di questi ultimi. Esistono diversi tipi di emoglobine, che andremo ora a conoscere:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Emoglobina A&lt;/i&gt; - E' il nome della normale emoglobina in persone sane&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Emoglobina S&lt;/i&gt; - Prodotta da geni che sono stati colpiti da una mutazione definiti &#8220;falciformi&#8221;, &#232; di fatto una mutazione della precedente emoglobina
&lt;i&gt;
Emoglobina C&lt;/i&gt; - Altra forma di anomalia dell'emoglobina A, &#232; piuttosto diffusa nelle popolazioni di discendenza Africana&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Emoglobina E&lt;/i&gt; - Questa variet&#224; di emoglobina comune in popolazioni di discendenza Asiatica crea rari e leggeri problemi. Un'eccezione importante &#232; il caso in cui si sia ereditato l'emoglobina in questione e la talassemia BETA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Emoglobina F&lt;/i&gt; - Questa &#232; l'emoglobina prodotta dal feto prima della nascita e proviene da un gene completamente diverso da quelli che la producono dopo la nascita&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I geni dell'emoglobina F sono comunque in stretta relazione con quelli dell'emoglobina A poich&#233; dopo la nascita i geni F spariscono completamente, anche se pu&#242; succedere che alcune persone continuino a produrre piccole quantit&#224; di emoglobina F per il loro fabbisogno organico.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Talassemie&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Le talassemie sono dei difetti genetici in cui l'emoglobina &#232; prodotta in quantit&#224; inferiore del solito. I geni sono difettosi in termini di quantit&#224; di emoglobina prodotta, ma la qualit&#224; &#232; normale. Le talassemie sono un complesso gruppo di difetti riguardanti la struttura delle molecole dell'emoglobina e dei geni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sindromi &#8220;falciformi&#8221;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' una serie di difetti con la comune caratteristica di avere tutt'al pi&#249; un solo gene funzionante. Ne fanno parte:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Morbo delle cellule falciformi&lt;/i&gt; - Si riferisce alla condizione in cui una persona ha ereditato due geni produttori di emoglobina S, uno per genitore. Questo &#232; il caso pi&#249; frequente e, tempo addietro era riferito all'anemia falciforme. Questo termine &#232; stato largamente utilizzato sino ad identificare questo tipo di malattia, che &#232; la pi&#249; lieve di tutte le ben pi&#249; gravi e devastanti forme. Alcuni pazienti non hanno pressoch&#232; disturbi mentre altri sono totalmente inabili e, sebbene si abbiano delle idee circa le cause della complessit&#224; delle forme, la maggior parte dell'eterogeneit&#224; rimane sconosciuta. L'emoglobina di questi pazienti pu&#242; essere determinata tramite un'apposito esame di laboratorio chiamato &#8220;elettroforesi&#8221;.
La loro emoglobina primaria &#232; del tipo S ma in alcuni casi si possono trovare piccoli accumuli delle altre due emoglobine. Rimane comunque ben definito il fatto che questi pazienti non hanno un'emoglobina normale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Talassemia BETA-falciforme&lt;/i&gt; - In questo caso il paziente ha ereditato un gene per l'emoglobina S da un genitore, ed un gene BETA-talassemico dall'altro. La gravit&#224; di questo caso &#232; determinata in gran misura dalla quantit&#224; di emoglobina S prodotta dal gene BETA- talassemico (questo gene infatti produce emoglobina S, ma in quantit&#224; non sempre sufficienti). Se il gene non produce emoglobina normale la condizione di talassemia BETAo &#232; simile al morbo falciforme. Alcuni pazienti hanno il gene che produce una piccola quantit&#224; di emoglobina normale originando la talassemia BETA+, la cui gravit&#224; viene smorzata quando alcune piccole quantit&#224; di emoglobina vengono prodotte dal gene BETA talassemico+.
La talassemia BETA/falciforme &#232; la pi&#249; comune sindrome riscontrabile nelle popolazioni di discendenza Mediterranea (Italiani, Greci, Turchi) e le elettroforesi dimostrano che i pazienti affetti da talassemia BETAo/falciforme non hanno alcun accumulo di emoglobina normale, al contrario dei pazienti affetti da talassemia BETA+/falciforme che presentano accumuli dipendentemente dal grado di funzionalit&#224; del gene BETA+ talassemico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Emoglobina SC&lt;/i&gt; - I pazienti con emoglobina SC hanno ereditato un gene per l'emoglobina S da un genitore ed un gene per l'emoglobina C dall'altro. L'emoglobina C &#232; un'emoglobina anormale che pu&#242; interferire con l'emoglobina S, producendo alcune delle anormalit&#224; riscontrate nei pazienti affetti dal morbo falciforme. In media i pazienti con emoglobina SC hanno sintomi pi&#249; moderati rispetto a quelli affetti dal morbo falciforme. Questo comunque in media, poich&#233; alcuni pazienti con emoglobina SC soffrono di disturbi ugualmente gravi come quelli con il morbo falciforme. Esistono anche altre sindromi che implicano l'emoglobina S ma sono meno comuni della maggior parte dei casi di quelle sopra citate.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Altre emoglobinopatie &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'emoglobina E &#232; una delle pi&#249; comuni varianti di tutte le emoglobine sulla terra. Il suo gene &#232; il pi&#249; difuso tra le popolazioni di stirpe del S.E. Asiatico, Cambogia, Vietnam e Thailandia. La combinazione tra emoglobina E ed emoglobina A &#232; innocua ed i pazienti con due geni E hanno una lieve forma di anemia e pochi altri disturbi. La cobinazione tra l'emoglobina E e la talassemia BETA, invece, produce una grave forma clinica con una marcata anemia. Questa condizione &#232; molto simile alla talassemia INTERMEDIA.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Terapia Genica</title>
		<link>http://www.amamionlus.it/spip.php?article2</link>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Raffaele Tannone</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Esperimenti di Terapia Genica nelle Cellule Staminali di Pazienti Talassemici.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.amamionlus.it/spip.php?rubrique2" rel="directory"&gt;Informazioni Scientifiche&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Trascrizione di un Articolo pubblicato sul numero Marzo 2005 del Periodico &quot;Il Rosso &amp; il Bianco&quot;, edito dall'Associazione Piera Cutino di Palermo, a firma della dr.ssa Rosalba Di Marzo e della dr.ssa Santina Acuto, Dirigenti Biologhe presso l'Unit&#224; di Ricerca &quot;Piera Cutino&quot; - div. Ematologia II - Osp. V. Cervello - Palermo.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong&gt;
NEW YORK - PALERMO: GEMELLAGGIO TRA CENTRI DI RICERCA&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Esperimenti di Terapia Genica nelle Cellule Staminali di Pazienti Talassemici&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Per molti anni diversi laboratori hanno cercato una cura definitiva alla talassemia attraverso la terapia genica, vale a dire attraverso la correzione genetica delle cellule staminali del midollo osseo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci sono parecchie ragioni per cercare quest'approccio. Prima di tutto, la B-talassemia, come tutti sanno, &#232; un disordine genetico causato da numerose mutazioni, la maggior parte delle quali sono ora note, che provoca la mancata o diminuita sintesi dell'emoglobina. La seconda ragione &#232; che il gene della B-globina &#232; piuttosto piccolo, anche se complesso nella sua regolazione, ma oggi certamente ben conosciuto, e pertanto offre prospettive di successo nell'approccio genetico. La terza ragione &#232; che non ci sono terapie che siano definitivamente curative da offrire ai pazienti affetti da questa malattia, se non il trapianto di midollo osseo da donatore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche se questo trattamento pu&#242; avere successo, c'&#232; il rischio di serie complicanze immunologiche, inoltre &#232; difficile trovare un donatore compatibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nonostante nell'ultimo decennio si siano ottenuti enormi successi nel trattamento di questa malattia, grazie alle terapie trasfusionali e alla terapie chelanti (quelle che eliminano l'accumulo di ferro negli organi e nei tessuti dei politrasfusi); si tratta comunque sempre di terapie croniche, ben lungi dall'essere la cura definitiva.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo motivo si sta cercando di prelevare le cellule dal paziente stesso, correggere il difetto genetico introducendovi il gene sano della B-globina, e poi reimpiantare definitivamente queste cellule nel paziente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;
ALCUNI PROBLEMI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per la realizzazione di questa procedura &#232; necessario affrontare e risolvere alcuni problemi:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Avere un metodo efficace e sicuro per l'introduzione del gene nelle cellule; per questo scopo oggi si usano esclusivamente vettori virali;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Definire le cellule che devono essere geneticamente modificate; per la cura della B-talassemia queste cellule sono le cellule staminali del midollo osseo;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Avere la certezza che i geni, una volta introdotti nelle cellule staminali, funzionino, sufficientemente per determinare un effetto terapeutico e correttamente, vale a dire siano attive solo nelle cellule eritroidi che generano i globuli rossi del sangue.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per il trasferimento di geni nelle cellule umane, oggi si usano vari virus modificati mediante l'eliminazione delle sequenze patogene e resi incapaci di moltiplicarsi. Questi virus modificati sono definiti vettori virali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il vettore che ha dato migliori risultati per il trasferimento dei geni della B-globina &#232; quello lentivirale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il prof. Sadelain che dirige il laboratorio di Genetica Umana presso il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, ha sviluppato uno di questi vettori chiamato TNS9. Il DNA del vettore contiene pochissime sequenze virali poste ai lati, quelle indispensabili per ottenere il trasferimento, e nel mezzo contiene il gene della B-globina umana e tutte le sequenze necessarie per farlo esprimere adeguatamente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo vettore &#232; stato con successo introdotto nelle cellule staminali del midollo osseo di topi talassemici. Il modello del topo &#232; utile per gli esperimenti di laboratorio, perch&#233; ha cellule staminali simili a quelle dell'uomo e produce il sangue con un processo simile al nostro. Il vettore TNS9 &#232; stato in grado di produrre emoglobina umana nel topo talassemico, incrementando notevolmente la produzione d'emoglobina e quindi correggendo l'anemia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I risultati di questi esperimenti, peraltro confermati da un altro gruppo di ricercatori statunitensi che hanno usato un vettore virale molto simile al TNS9, sono molto importanti perch&#233; dimostrano che la stesura di un protocollo clinico di terapia genica non &#232; pi&#249; una chimera com'era considerata qualche tempo fa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;DALL'ANIMALE ALL'UOMO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per passare dagli animali di laboratorio all'uomo, il protocollo clinico dovr&#224; ottenere l'autorizzazione dall'FDA (l'Autority che in America d&#224; il via all'utilizzo dei nuovi farmaci e alla ricerca applicata ai pazienti). Dal punto di vista strettamente burocratico questa sar&#224; la parte pi&#249; difficile, perch&#233; l'FDA &#232; poco incline a concedere autorizzazioni non supportate da ottimi risultati di laboratorio, e perch&#233; le richieste di documentare i passi della ricerca sono estremamente esigenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Prima di procedere a sperimentare sull'uomo sar&#224; necessario riprodurre gli stessi esperimenti fatti sul topo, anche sui Primati non umani, cio&#232; sulle scimmie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il prof. Sadelain ha gi&#224; avviato, in collaborazione con un gruppo di ricercatori di Washington, gli esperimenti sulle scimmie. I risultati finora ottenuti si riferiscono al gene umano nelle cellule del topo, ma per quel che riguarda il gene umano nelle cellule umane, non abbiamo una risposta certa; per questo motivo &#232; importantissimo avere anche un sistema che, in provetta, permetta di saggiare questo vettore nelle cellule dei pazienti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da cellule staminali del midollo osseo prelevato dai pazienti, &#232; possibile riprodurre in provetta tutti i processi biologici di maturazione di queste cellule fino ad arrivare a produrre globuli rossi maturi. Questo sistema prende il nome di &#8220;coltura primaria eritroide in fase liquida&#8221; ed &#232; gi&#224; utilizzato nel nostro laboratorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo motivo &#232; stata avviata una collaborazione con il prof. Sadelain: abbiamo selezionato e congelato le cellule staminali del midollo osseo di quindici pazienti talassemici seguiti nel nostro Centro e di cinque donatori normali. Lo scorso gennaio ci siamo recate a New York presso il laboratorio del prof. Sadelain e abbiamo iniziato i primi esperimenti di trasferimento genico nelle cellule umane usando il vettore TNS9. Le cellule staminali di quattro campioni di pazienti e di due campioni di normale sono state &#8220;trasdotte&#8221; cio&#232; sono state messe a contatto con il vettore in opportune condizioni. Dopo 24-48 ore queste cellule sono state cresciute in terreni particolari che determinano il loro differenziamento o in senso mieloide (cio&#232; sviluppano le cellule bianche del sangue), o in senso eritroide (cio&#232; vanno a terminale differenziamento fino a produrre globuli rossi).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;PERCHE' L'ESPERIMENTO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo scopo di questo esperimento &#232; di dimostrare:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Se &#232; avvenuto il trasferimento del vettore all'interno delle cellule, cio&#232; se il gene terapeutico si &#232; inserito stabilmente nel loro DNA;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Quanto questo gene sia in grado di esprimersi, cio&#232; di produrre emoglobina;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Se questo gene &#232; espresso correttamente solo nelle cellule della linea rossa;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.amamionlus.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Se &#232; corretta l'anemia nelle cellule umane in coltura.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I risultati che abbiamo ottenuto hanno dimostrato che, in effetti, il vettore TNS9 &#232; stato trasferito efficientemente nelle cellule staminali e si &#232; inserito stabilmente nei cromosomi di queste cellule. Gli esperimenti sono ancora in corso per verificare se questo vettore si &#232; espresso correttamente e se &#232; stato in grado di correggere l'anemia; ma i primi risultati sono gi&#224; molto promettenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questi esperimenti sono stati possibili grazie alla disponibilit&#224; dei nostri pazienti talassemici che hanno accettato con grande entusiasmo di donare il midollo osseo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un sentito ringraziamento va anche all'Associazione Piera Cutino, alla Associazione Bambino Emopatico di Caltanissetta e alla Ditta &#8230;&#8230;&#8230; di Catania, per avere finanziato questo progetto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rosalba Di Marzo, Santina Acuto
Dirigenti Biologhe presso l'Unit&#224; di Ricerca &quot;Piera Cutino&quot;
Div. Ematologia II - Osp. V. Cervello - Palermo
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Nascita </title>
		<link>http://www.amamionlus.it/spip.php?article1</link>
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		<dc:date>2009-12-04T01:36:35Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Raffaele Tannone</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Nascita dell'Associazione A.M.A.M.I.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.amamionlus.it/spip.php?rubrique1" rel="directory"&gt;l'Associazione&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;
CHI SIAMO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'Associazione Malati Anemia Mediterranea Italiana (A.M.A.M.I.) nasce a Torino il 13 Novembre 1997.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fondata da un gruppo di persone che credono fermamente nel lavoro di squadra, che vedono l'associazione non come una istituzione fine a se stessa, ma come un punto di incontro per tutti coloro, malati e non, che intendono lavorare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci siamo sempre chiesti in tutti questi anni cosa ci aspettavamo da un'associazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Noi crediamo che un'associazione di malati di talassemia debba lavorare sulle necessit&#224; piccole e grandi dei propri iscritti, sulla tutela dei diritti, sulle migliori cure disponibili, coinvolgendo il pi&#249; possibile chi, come noi, vive la quotidianit&#224; di questa malattia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le mete da raggiungere sono tante e il tempo che ognuno di noi pu&#242; mettere a disposizione &#232; veramente poco, perci&#242; occorre impiegarlo bene, finalizzando i progetti e cercando sempre nuove risorse.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La nostra forza nell'ottenere null'altro di ci&#242; che ci spetta &#232; quella di non disperderci, di lavorare insieme per raggiungere ora una vita migliore e un domani la guarigione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con questo spirito nasce A.M.A.M.I. e vorremmo che continuasse a crescere nell'impegno e rispetto reciproco, perch&#232; se tutto ci&#242; dovesse venire meno, l'associazione non avrebbe pi&#249; senso di esistere e tutti perderemmo qualcosa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;
IL CONSIGLIO DIRETTIVO - Maggio 1998&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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